Caso Siri, Morra (M5S): “Da Siri comportamento reiterato. Si dimetta da sé per tutelare lo Stato”



Dopo la netta presa posizione del premier Giuseppe Conte, che ha dichiarato senza mezzi termini Armando Siri deve rassegnare le dimissioni e che sarà lui stesso a occuparsi personalmente di presentare la revoca da sottosegretario al consiglio dei ministri, sul caso si è espresso anche il presidente della commissione antimafia, Nicola Morra, con un’intervista rilasciata a Germano Longo per Servizio Pubblico:

“Sono soddisfatto della posizione espressa da Conte, tutti dovremmo considerare il superiore valore della comunità nazionale rispetto al legittimo interesse del singolo; voglio anche credere che Siri sia finito erroneamente in una vicenda assai pesante, reputo il suo senso dello Stato molto robusto e spero rassegni le dimissioni di sua spontanea volontà” spiega Morra. Che poi risponde alle accuse di Salvini di voler aprire una crisi di governo: “Il M5S è nato con la stella polare della legalità. Nessuno dice che Siri sia colpevole e, qualora sia provata la sua innocenza, nulla vieta che ritorni al suo posto”.

“Tutti, io compreso, dovremmo essere più prudenti, specie quando ci vengono chiesti interventi in sede legislativa. A quanto so il fare di Siri è stato reiterato, ma da alcuni settori del governo si è fatto capire che le politiche energetiche del governo non potessero essere piegate a interessi personalistici”.

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Sull’ingresso di Siri nel governo nonostante avesse patteggiato per bancarotta Morra ha le idee chiare:

“Il M5S applica un codice deontologico più severo delle norme vigenti, tanto è vero che la legge non vietava l’ingresso di Siri, che è una scelta di altri, nel governo, e il Presidente della Repubblica non ha avuto nulla da eccepire”.

L’ultima battuta è sulle continue tensioni in seno alla maggioranza gialloverde:

“Se mi chiedo chi ce l’abbia fatto fare? Sì, ma è vero che stiamo facendo un lavoro enorme per il Paese per un’idea di giustizia che spesso è stata messa da parte sul palcoscenico della politica”.

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