De Falco: “È in discussione la linea Di Maio, non la persona. Il M5S torni ad essere se stesso”



 “Non sono mai scappato dai miei doveri e se c’è qualcosa da cambiare nel MoVimento lo faremo. Chiedo di mettere al voto degli iscritti su Rousseau il mio ruolo di capo politico, perché è giusto che siate voi ad esprimervi” ha scritto questa mattina Luigi Di Maio sul blog delle Stelle, dopo che il Movimento ha incassato la batosta del voto europeo con i consensi scesi appena sopra la soglia del 17%. Le sue parole arrivano dopo che è stata annunciata un’assemblea ai vertici del Movimento, anticipata dalle parole di Gianluigi Paragone che ieri aveva dichiarato che Di Maio ricopre “troppi incarichi”.

“L’assemblea deciderà di assegnare competenza alla piattaforma online per ratificare qualcosa che è stato deciso altrove, come troppo spesso accade” attacca il senatore fuoriuscito dal Movimento e ora nel gruppo misto Gregorio De Falco “Paragone ha ragione sul fatto che Di Maio ha troppi incarichi, ma non coglie il senso. Il problema è la qualità degli incarichi. Se un soggetto ricopre la posizione di capo politico e una delle principali cariche di governo è in conflitto di interessi, in un partito così non si svilupperà mai una dinamica democratica”.De Falco vede i 5 stelle una situazione di grande difficoltà e crede che vi siano alcune scelte non più differibili per la leadership pentastellata:

“La scelta migliore per la Lega è che rimanga l’attuale classe dirigente del movimento. In discussione non è la persona di Luigi Di Maio ma la linea politica, che ha portato il M5S per mesi a seguire in maniera supina la linea politica della Lega, votando l’inguardabile come la legittima difesa, il decreto sicurezza e una legge di bilancio analizzata in appena 3 ore” spiega. “Oggi il M5S è in un cul de sac: qualunque soluzione è perdente, ma almeno bisogna prepararsi per il dopo. Il M5S non si smarchi, e può farlo tornando a essere se stesso, anche al di fuori della campagna elettorale. 2 mesi su 12 non bastano, e le elezioni dimostrano che l’incoerenza viene punita”.