Europee “senza parlare di Europa”. Dario Corallo (Pd): “Vittoria? Siamo sempre secondi perché manca una linea politica”



Dario Corallo fa parte dei giovani democratici, ha 31 anni, un laurea in filosofia ed è passato alle cronache per aver sfidato la dirigenza del Partito Democratico alle ultime primarie candidandosi e sfidando Nicola Zingaretti, Francesco Boccia, Matteo Richetti e gli altri. Ma soprattutto è diventato famoso per la battuta su Burioni durante l’assemblea Pd quando invitò il partito ad essere più inclusivo, non “come un Burioni qualsiasi che si diverte a bulleggiare chi invece con le proprie parole ha espresso semplicemente un dubbio”.

“Trend negativo, vittoria delle destre, con l’ennesimo tentativo di raccontarsela come se invece fosse andato tutto bene”. Il risultato di queste Europee per il PD era scontato, secondo il giovane dem. La retorica che vede gli europeisti contro i sovranisti non ha portato lontano il Partito Democratico che, ragiona Dario Corallo, “era secondo un anno fa ed è secondo adesso”. Anzi, se si guarda al dato di partenza, quando è nato il Pd, si è passati da 14 milioni di voti a 6 e 200 nel 2018 e a 6 milioni attuali”. “Uno stillicidio continuo” figlio della mancanza di una chiara linea politica del PD che vada oltre il discorso del “votaci per fermare i populisti”. Eppure Dario Corallo qualcosa salva di questo voto. Concorda con il segretario Zingaretti quando dice: “Il Pd è l’unico argine alle destre”.