Giorgia Meloni, la figlia della Lupa



Il capo dei “fratelli d’Italia” è una sorella d’Italia. Bionda, accigliata, ruvida, ruspante, cameratesca, marziale. Non è piccola, è concentrata. Una specie di Giovanna d’Arco all’amatriciana: fluviale nel suo eloquio “patriottico”, sismica nella sua gestualità da crociato del terzo millennio, sempre scoppiettante come un polipo in padella. Parla a 78 giri, con gorgheggi baritonali che fanno sponda a quei suoi sorrisi fulminei, posticci e nervosi. Il tono è inevitabilmente ieratico e ultimativo, anche se tende rovinosamente a sbattere sugli scogli del vernacoliere. La morfologia dei suoi discorsi è rapsodica, la frase vibra come un trapano prima di spegnersi in un minatorio battito di ciglia.  Insomma, Giorgia Meloni si presenta, antropologicamente parlando, come un incrocio tra Nostradamus e sora Lella. Come un energumeno-folletto.

Come una Valchiria miniaturizzata. Ideologicamente parlando è una gollista mussoliniana, cattolica apostolica e romanista. Irrompe sulla scena mediatica con la sua postura da combattimento, un po’ eroina da cartone animato un po’ bulla di quartiere in preda ad una crisi mistica. Spara la sua raffica di slogan facili e contundenti, senza mai neppure accennare a qualcosa che somigli ad un ragionamento, ad un approfondimento, visto che la storia la geografia la filosofia la cultura sono i vizietti della sinistra degenerata. Ha una lista pronta di risposte standard per qualunque domanda. Se l’interlocutore la trascina su temi delicati e su frontiere troppo ardite la mascella si irrigidisce, lei tutta si ingrugnisce, fatica a trattenere la nausea nelle ampolle oculari o negli spigoli della bocca. Allora arma l’ugola, controlla gli spasmi della fronte e replica con i suoi scioglilingua e le sue disinvolte acrobazie dialettiche (nel senso del dialetto…).  Ti guarda con la delicatezza di un B52 prima di sganciare bombe a grappolo. Sbatte forte le sue palpebre assassine, sulle pupille le si disegnano minuscoli fasci littori, le palle degli occhi sempre posizionate dal basso verso l’alto sono pronte a saltarti addosso.

Una uggiosa e inquieta notte di primavera ho sognato la Meloni: un incubo terrificante. La intervistavo e riporto qui il dialogo, onirico eppure veritiero, con questo mito vivente, che pur vivente è ormai un classico della letteratura pulp. “Onorevole, che ne pensa di Papa Bergoglio?” Ed ecco che le labbra della sorella d’Italia prima con un tremito e poi con uno sbuffo fotografano il risentimento per questo mondo islamizzato e pervertito. “La Chiesa dovrebbe difendersi e difenderci dai Mori, dalla poligamia dei musulmani e dei marxisti, le radici sono radici, noi semo giudaico-cristiani, diciamo più cristiani che giudaico, l’identità è una cosa seria, io so’ Giorgia e che famo se viene lo straniero io divento Fatima? E poi, mi mettono il velo sul passaporto, mi truccano i connotati: e Romolo e Remo con la lupa che fine fanno, e la marcia su Roma la marciano i senegalesi e tutti gli altri eretici? Ecco perchè bisogna chiudere i porti, le frontiere, le moschee, le discoteche gay, i negozi di canapa, gli asili nido globalisti, i centri sociali e la tv radical-chic. Sennò è finita”. “Onorevole, che ne pensa dell’antifascismo e della Costituzione repubblicana?” Ed ecco che le narici fumano, lo sdegno si fa combustione.

“Basta con queste polemiche sul passato, chi ha avuto ha avuto, chi ha dato ha dato. Che poi l’olio di ricino non ha mai ucciso nessuno. Che poi c’erano torti e ragioni da tutte le parti. Il 25 aprile è una festa divisiva e va abolita, poi io sono ecologista e mi sento dentro intimamente figlia della lupa. E comunque il Duce è stato il più grande statistico del Novecento”. Onorevole, che ne pensa dei diritti civili? Ed ecco che l’ironia si fa ghigno e il pensiero sgargiante. “Noi siamo per i diritti civili e per i diritti incivili, sennò dove sta l’eguaglianza?”. E che ne pensa delle famiglie arcobaleno? “E no, mo basta, che qua finisce che i normali sono loro e noi i diversi. Così si uccide la civiltà occidentale, beh anche quella orientale. E si tagliano le nostre radici giudaico-cristiane, più cristiane che giudaico. Noi siamo per la famiglia tradizionale, padre madre e discendenza”. Scusi ma lei non è una madre single? Come classificherebbe la sua famiglia? Un tempo si diceva ragazza-madre e la tradizione giudaico-cristiana non era molto indulgente nei confronti di quelle come lei… “Che c’entra la mia vita privata con la politica? Saranno pure cazzi miei quello che faccio a casa mia…”. La sorella d’Italia ci trafigge con un’ultima torva disgustata occhiataccia, si gira e scompare nel tricolore…