Le paure di Giorgetti per la Lega dell’estrema destra e degli impresentabili



Un paio di mesi fa, una delegazione di parlamentari europei arriva in Italia, che è sotto osservazione sul rispetto dei diritti umani. Durante una cena, un membro della delegazione racconta che l’incontro in Vaticano era stato il più interessante. Il prelato interlocutore spiegava che i sovranisti ormai non sono più contro l’Europa ma vogliono proporre la rinascita di una Europa cristiana antiislamica.

Un’analisi che ha trovato conferme sabato alla manifestazione di piazza Duomo a Milano. L’amico di Matteo Salvini olandese, Geert Wilders, ripeteva dal palco questo concetto di una Europa purificata dall’Islam.

Pensate se vincessero davvero Salvini e gli impresentabili europei. L’Europa sarebbe colorata di sangue fratricida, nativi di terza o quarta generazione musulmani dovrebbero fare le valigie. Questa nuova Crociata si combatterebbe strada per strada, palazzo per palazzo nelle moderne metropoli europee, da Parigi a Milano, Roma, Barcellona, Berlino.

La piazza (molto) mezza vuota di Milano racconta della “solitudine dei numeri primi”. Matteo Salvini è pericolosamente solo. È il leader del partito plasmato sulla sua immagine. Il vecchio ceto leghista rintanato nelle valli lombarde e venete è travolto dal nuovo che avanza da Piacenza a Siracusa.

«Speriamo di non prendere nessuna Regione o grandi città». Lo sfogo con i pochi amici alleati del sottosegretario a Palazzo Chigi, Giancarlo Giorgetti, dà il segno di questa disperazione. Il nuovo che Salvini è costretto a imbarcare o è impresentabile o è un qualcosa che  stravolge, snatura la stessa Lega.

La confessione del dirigente del Carroccio viene confidata da un politico alleato della Lega. Anche lui annichilito per tutto ciò che è accaduto in queste settimane: «Prendiamo l’esempio del mercanteggiamento, soprattutto nelle elezioni comunali, di candidati di Forza Nuova o Casapound, o degli ex di una destra che fu e che Giorgia (Meloni, ndr) ha rifiutato e che invece la Lega ha accolto».

Servizio Pubblico in queste settimane ha documentato alcuni casi. Bisogna aggiungere altri “ingressi” sconci nella lista di Salvini a Forlì, Modena, Vittorio Veneto. A Reggio Emilia i leghisti locali si sono ribellati.

Insomma, il terremoto della Lega di Matteo Salvini sta producendo sconquassi anche nel suo mondo di un tempo. In questa sua manìa di grandezza, l’”imperatore” Salvini rischia di farsi male. Persino il suo naturale alleato, Fratelli d’Italia, è in imbarazzo: «Salvini ha un totale dispregio delle istituzioni». Si tapperanno il naso, possiamo esserne sicuri, e alla fine anche loro saliranno sul carro del vincitore.