La metamorfosi della Lega. Sta nascendo il partito di Salvini



Aleggiavano gli spettri dei padri fondatori Giorgio Almirante, Pino Romualdi e Arturo Michelini. Sembrava una rimpatriata dei vecchi reduci di un tempo passato, inesorabilmente passato. E invece si stavano alternando al microfono i relatori del  convegno sul “sovranismo” coniugato dalla Lega di Matteo Salvini. Sul palco e nella platea però il clima era quello di una rimpatriata di vecchi fascisti e missini, riuniti in una sala di un albergo vicino alla stazione. Tutti accorsi ad omaggiare Marion Le Pen – nipote di Marine e di Jean Marie – l’attrazione internazionale.

Toh, guarda c’è Massimo Abbatangelo, che imperava nella Napoli che portava in Consiglio Comunale persino Giorgio Almirante (anni ’70). E che finì in carcere per la strage del “904” ma infine fu assolto. Non è il solo tra quelli incappati nelle maglie della giustizia che presenziano. Che precisano che sono liberi cittadini non iscritti alla Lega ma che se sono qui è perché qualche motivo ci deve pure essere. Per il momento è sufficiente che i relatori li ricordino come loro “federali” nel secolo scorso. Ecco Amedeo Laboccetta, sigaraccio acceso, finito nei guai giudiziari per via del “vizietto” dello slot machine in combutta con il suo amico Francesco Corallo, imperatore delle case da gioco nei Caraibi.  Affogando, Laboccetta ha pensato bene di trascinare negli abissi Gianfranco Fini, leader storico di An e della quota An del Pdl che spera di uscire presto da questo incubo. Amedeo precisa che è al convegno per ascoltare e che naturalmente se è qui è perché ha fatto una scelta di campo. Chiusa la parentesi berlusconiana, tra Fratelli d’Italia e Lega, lui ha scelto Matteo Salvini. Ed è orgoglioso di aver ricevuto al Centro Studi “Pietro Golia” la Le Pen alla quale ha proposto di pubblicare in francese un libro di Emiddio Novi, “La riscossa populista”.

La nuova politica ha i ritmi di uno spot pubblicitario. I primi relatori se la cavano in tre, cinque minuti ciascuno. Dario Renzullo: «Da Fratelli d’Italia ho deciso di passare alla Lega. Potevamo fare scelte comode, noi sposiamo ideali e non uomini». Ecco il consigliere circoscrizionale  di Secondigliano, Giuseppe Pistone: «Grazie a Claudio Renzullo che mi ha trasportato in questa avventura. Ho scelto la Lega perché vogliamo cambiare. Puntiamo sui giovani come Sofo, che è partito dalle periferie».
Vincenzo Sofo, il candidato alle Europee per la Lega, fidanzato, compagno, uomo della Le Pen. È per lui che hanno organizzato il convegno. A dire la verità il popolo che ascolta gli oratori sembra sovrappensiero. Non è che comprende bene questo discorso che «la sovranità è un potere supremo», che «il potere burocratico si è sostituito al potere politico», e dunque solo «il primato politico può garantire i popoli contro lo strapotere del capitale finanziario e del potere della burocrazia».

Sarà. Certo sentire che il «26maggio, giorno delle elezioni europee, andiamo all’appuntamento con la Storia» inorgoglisce la platea.
Dunque a Napoli la Lega che si sta formando ha il marchio dell’ex MSI, di An e dell’associazionismo della destra come anche delle sigle sindacali satelliti, come l’Ugl. Ad Aversa, la settimana scorsa, Salvini – racconta un collega che ha seguito l’evento – c’erano tutti ex Dc e Forza Italia.
La transizione è in atto, e l’effetto valanga rappresentato da Matteo Salvini potrebbe spazzare via anche la stessa Lega. Luigi Bobbio, pm napoletano ai tempi della Procura di Agostino Cordova, poi senatore di An, e sindaco di Castellammare di Stabia, processato e assolto per corruzione, qui al convegno da “libero cittadino” riflette: «Il nordismo della Lega finisce con Salvini che sposa il sovranismo nazionale come recupero di identità e autorità nazionale. La Lega che conoscevamo un tempo non esiste più. Si sta compiendo la fase finale di una trasformazione. Sta nascendo il partito personale di Matteo Salvini».