De Giovanni: “A Napoli è in corso una guerra, ma si dice che l’emergenza sono 50 disperati in mare”



Lo scrittore, sceneggiatore e drammaturgo Maurizio De Giovanni, autore delle fortunate serie di romanzi gialli con protagonisti il commissario Lojacono e di commissario Ricciardi, analizza nell’intervista concessa a Guido Ruotolo per Servizio Pubblico l’emergenza criminalità nella sua città natale dopo l’episodio della sparatoria di piazza Nazionale  dello scorso 3 maggio, in cui è stata ferita la piccola Noemi.

“A Napoli e in Campania è in atto una guerra in corso fra clan. Nelle guerre si spara, e quando le pallottole vagano possono colpire chiunque: è atroce che non si ponga rimedio a questa situazione” attacca De Giovanni “un ministro dell’Interno per prima cosa credo debba porsi l’obiettivo del controllo del territorio prima di difendere i confini da un’emergenza immaginaria. Noemi è figlia di tutti, è stato un colpo fortissimo che ha in qualche modo creato una condizione di sospensione, che potrebbe essere una forza utilizzabile per una presa di coscienza per tutta la città”.

Lo scrittore considera l’episodio del ferimento della bimba di 4 anni come sintomo di una malattia che ha radici più profonde e come tale va combattuta: “Napoli è l’area con la maggiore dispersione scolastica d’Europa, un bambino su due non va a scuola ed è disponibile come manovalanza per i clan. Il welfare è insufficiente, mancano maestri, strutture sportive e culturali. Nelle nuove generazioni della borghesia napoletana noto più attenzione ma non è sufficiente il privato: serve una strategia di lotta al degrado che deve passare necessariamente per l’azione dello Stato”.

“L’Italia meridionale, di per sé, ha un Pil inferiore a quello greco. Matera, capitale della cultura, non ha una stazione ferroviaria.” spiega De Giovanni “Napoli è la grande metropoli di quest’area e ne è rappresentativa in negativo. È come Buenos Aires, Rio, Montevideo: una megalopoli caratterizzata da grande povertà, ma in uno dei 7 paesi più industrializzati al mondo è una cosa che colpisce”.

De Giovanni chiude l’intervista con una riflessione amara sulla reale volontà della politica di risolvere i problemi che affliggono il capoluogo campano:

“Mi è difficile pensare a quanto accade a Forcella, Ponticelli, a Caivano mentre ci si preoccupa di 50 disperati a bordo di un rimorchiatore. Mi è difficile capire che le emergenze siano le rapine in villa nel comasco. Napoli è vissuta come un problema: è una rogna che nessuno vuole prendersi”