Quella curiosa discrepanza nei racconti di Nicastri e Arata



La si sente distintamente, la moglie di Vito Nicastri Ida Maruca durante il servizio di Claudia De Pasquale per Report mentre dice che gli Arataamici di famiglia erano“. Al minuto 8 l’inchiesta ospita le parole della signora Maruca al citofono: “Noi siamo le vittime, glielo posso gridare forte e chiaro”, dice, “ci hanno distrutto socialmente, sono dieci anni che ci intercettano”; e quando la giornalista le dice che sta “cercando di approfondire i rapporti con l’imprenditore Arata”, lei risponde: “Amici di famiglia erano, ma da moltissimi anni“. E sull’accusa di essere un socio occulto di Arata replica: “Il figlio di mio marito (Manlio Nicastri, ndr) era un dipendente, lo hanno aiutato”, riferendosi a Francesco Arata come specifica successivamente: “Francesco veniva qua tutti i giorni. Francesco si occupava degli impianti del padre”. E Manlio Nicastri che funzione aveva? “Penso che si occupasse anche lui insieme a Francesco degli impianti eolici”.

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Qual è il problema? Il problema è che nell’intervista rilasciata a Fiorenza Sarzanini sul Corriere della Sera domenica invece Paolo Arata dice tutt’altro. Non che Nicastri è un amico di famiglia, come sostiene Maruca, ma che la loro era una semplice “frequentazione lavorativa” protrattasi tra il 2015 e il 2017 e conclusasi alle prime avvisaglie di problemi con la giustizia:

«Non sono mai stato socio di Nicastri né condivido affari. Ci tengo a precisare che la nostra frequentazione lavorativa è iniziata a seguito dell’acquisto di una società d’investimento in Sicilia che mi è stata ceduta da un imprenditore di Milano. È un imprenditore che avevo conosciuto attraverso un professionista affermato del settore energetico che è stato mio socio nell’affare.

Quando?
«L’investimento risale al 2015. Per la realizzazione dell’investimento, questa cedente si avvaleva di una struttura tecnica, peraltro all’epoca affermata e qualificata che stava sviluppando il primo grande impianto solare-termodinamico, all’interno della quale operava anche Nicastri».

Quindi ha avuto rapporti con Vito Nicastri?
«Sì, nel 2016 e nel 2017. Ma i nostri rapporti si sono conclusi quando ebbe problemi con la giustizia. Quando venne arrestato per fatti completamente estranei alle mie attività, io mi recai, sollecitato anche dalla società milanese quotata in borsa con la quale volevamo realizzare alcuni impianti di biometano in Sicilia, presso gli uffici della Dia di Trapani insieme a mio figlio Francesco.

Insomma, tra quanto dice la moglie di Nicastri e quanto sostiene Arata c’è una chiara discrepanza. Di certo possiamo solo dire oggi che uno dei due si sbaglia.

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