Primo maggio, Landini: “Voglio un sindacato nuovo e unitario. I sovranisti sono contro i lavoratori”



Il segretario generale della CGIL Maurizio Landini nel giorno del primo maggio è protagonista di un’intervista a tutto campo con Guido Ruotolo per Servizio Pubblico. La conversazione parte dalla riflessione sul senso di celebrare, a 129 anni dalla sua istituzione in Italia, la festa dei lavoratori.


“Il primo maggio è ancora attuale perché ancora oggi dimostra che i diritti non sono confermati per sempre ma bisogna conquistarli, e che c’è bisogno di unità e di una visione internazionale nel mondo del lavoro” spiega Landini “si è spesso parlato di ‘fine del lavoro’ ma, se è vero che il lavoro è cambiato, il numero di persone che hanno bisogno di lavorare non è mai stato così grande. Il problema, semmai, è che il mondo del lavoro non è mai stato così frantumato e diviso”.

Dopo la nomina a segretario generale, Landini ha aperto un laboratorio di riflessione sulle forme e il ruolo del sindacato fino a proporre, nella giornata di oggi con un’intervista rilasciata al Repubblica, il ritorno all’unità sindacale:

“Il sindacato esiste se uomini e donne si organizzano collettivamente. Quando parliamo di nuova unità sindacale vogliamo andare incontro all’esigenza di sindacato nuovo, a un bisogno che vediamo tra le persone, visto che non esistono più le ragioni politiche di una divisione. Oggi c’è bisogno di unità per discutere come si produce ma anche cosa si produce, perché continuando con il modello attuale stiamo mettendo a repentaglio la vita del pianeta”.

Il discorso, inevitabilmente, si sposta sull’Ilva di Taranto, dopo la pubblicazione nei gironi scorsi di dati che certificano una volta di più la portata dell’emergenza salute legata al polo metalmeccanico

Landini vede un filo rosso che collega il tema del lavoro al dilagare di atteggiamenti di diffidenza se non di aperta intolleranza nei confronti dei migranti:

“È una risposta alle paure che si sono create in questi anni, con lavoratori sempre più impoveriti, ricattabili e messi in concorrenza fra loro. I sovranismi non mettono in discussione il sistema, ma indicano nel responsabile la persona al tuo fianco. Penso che si debba fare i conti con chi ha paura e non lasciarlo solo, aiutarlo a organizzarsi insieme agli altri collettivamente per ricostruire un senso di giustizia sociale. I governi sovranisti e nazionalisti peggiorano le condizioni di chi lavora. È una presa per il culo raccontare che in un mondo globalizzato ci si possa rinchiudere in una piccola patria, questo serve a qualche potere forte ma non aiuta le persone per emanciparsi, migliorare la loro condizione ed essere più libere”.


La chiosa è per lanciare una sfida che Landini definisce di “umanesimo sociale” e che il segretario vuole far partire dal Sud:


“Il 22 giugno CGIL CISL e UIL saranno a Reggio Calabria per una grande manifestazione: non sarà una manifestazione del sud, ma di tutta l’Italia per dire che il sud è una questione nazionale ed europea, che senza il rilancio del sud non c’è una nuova crescita”.