Come Salvini usa mezze verità per raccontarvi intere balle



Una delle caratteristiche fondamentali dell’Era della Narrazione è che il discorso politico è cambiato. Da Renzi a Di Maio si può osservare un filo conduttore inaugurato, ça va sans dire, da Silvio e portato attualmente al parossismo da Salvini.

Il filo conduttore è che i discorsi politici hanno una loro coerenza interna che però va in crisi non appena viene messa a confronto con la realtà dei fatti. Un piccolo esempio può essere costituito dal discorso con cui il Capitano ha rivendicato la vittoria alle elezioni europee. Ascoltiamo un brano tratto dalla pagina facebook di Salvini:

“Oggi ho riunito i responsabili economici della Lega per fare il punto sulla flat tax per le famiglie e per le imprese, con costi assolutamente inferiori della metà all’aumento del debito pubblico ogni anno figlio del non far nulla.

E quindi incontreremo domani il ministro dell’Economia per coordinare la risposta all’Europa perché l’Europa manda lettere, richiami, infrazioni, vincoli, mi sembra però che sia cambiato il mondo”. […] Gli italiani con il voto di domenica, ma non solo gli italiani, anche i francesi, gli inglesi, i tedeschi, i finlandesi, hanno chiesto di fare bene ed investire su lavoro, opere pubbliche, giovani, crescita”.

Di che parla Salvini? Notate che il Capitano divide il mondo in nero e bianco e buoni e cattivi. Da una parte ci sono i cattivi che rompono le palle con i vincoli e dall’altra quelli che con il voto di domenica vogliono il lavoro. Ma chi sono questi? Il voto di domenica, a voler essere precisi, ha sancito che i sovranisti sono circa un settimo dell’europarlamento e che non sono decisivi per la formazione della maggioranza che voterà la nuova Commissione Europea.

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Salvini questo non lo dice perché non gli conviene. In compenso sostiene che gli elettori europei “hanno chiesto di fare bene ed investire su lavoro, opere pubbliche, giovani, crescita”. Perché, c’è qualcuno che invece vuole distruggere le opere pubbliche, uccidere i giovani, segare la crescita? No. Però a Salvini conviene che qualcuno creda che ci sia per costruire il suo discorso insensato di buon senso. Che raggiunge vette di comicità involontaria nella frase successiva:

Quindi rispettosamente, senza fare casini, confusioni, picchiare i pugni sui tavoli come diceva Renzi che poi il tavolo non lo trovava neanche, però ricostruire un’Europa come comunità di donne e di uomini, come unione di popoli che mettono al centro il lavoro, la crescita, il benessere, il futuro, lo sviluppo, rivedendo da persone perbene e di buonsenso dei vincoli vecchi e delle regole vecchie che bloccano questa possibilità di investire, di crescere, di sperare. E quindi grazie perché cercheremo di usare al meglio il vostro consenso”.

Secondo Salvini quindi ci sono vincoli vecchi che vanno superati. Il che è un’opinione rispettabile. Ma i fatti invece cosa dicono? I fatti dicono che quando ha scritto la Manovra del Popolo Salvini ha detto sì ai vincoli UE. Il primo grande atto legislativo a cui ha partecipato il suo partito ha rispettato i vincoli europei che a parole Salvini dice di voler superare. Non è strano?

E c’è qualcosa di ancora più strano: Salvini dice che gli investimenti sono importanti, ma la Manovra del Popolo cosa ha fatto sul punto? Li ha diminuiti per il 2019 di circa un miliardo. Certo, voi direte: li ha diminuiti perché l’ha costretto l’Europa. Falso. L’Europa gli ha permesso di spendere in deficit e la sua maggioranza ha deciso di usare i soldi per quota 100 e reddito di cittadinanza. Ma allora Salvini adesso pensa di poter spendere di più in deficit dopo le elezioni europee? Falso anche questo, perché il suo gruppo, nonostante il suo grande risultato, le elezioni le ha perse. E allora cosa sta dicendo di preciso? La verità? Niente. Ma lo sta dicendo benissimo.

Animazione grafica di Lapo Tirelli

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