Sgarbi: Anche la malattia di Berlusconi è arma politica. Nazareno bis? Più realistico il filo-leghismo di Toti



Anche il corpo malato di Silvio Berlusconi è un’arma politica “utile” che fa “quasi tenerezza”, a favore di un voto per “reazione affettiva dell’elettore” delle europee. Per Vittorio Sgarbi, critico d’arte, parlamentare del gruppo misto con un passato in Forza Italia, il leader azzurro non tornerà presto dalla sua convalescenza – “ho buone informazioni, non sarà breve” – e anche se sarà solo di una o due settimane, la presenza del capo politico arriverà tardi nella campagna elettorale e smorzata da comparse che potranno essere “solo televisive”. Berlusconi è ricoverato al San Raffaele di Milano dove è stato operato per una occlusione intestinale. Un corpo reclamato dai fan di Forza Italia che però è utile anche se malato. “Pensare che tu stai votando una persona che è meglio di come l’hanno descritta, che è meglio dei governanti di oggi, che alla fine ti fa quasi tenerezza, può portare a un voto dove proprio la malattia gioca una sua parte utile”, ragiona ai microfoni di Servizio Pubblico Sgarbi.

Sul futuro di Forza Italia e del centro destra (e sugli appetiti politici che la convalescenza dell’ex Cavaliere ha suscitato) Sgarbi pensa che non ci siano “ingegni politici tali da poter trarre beneficio da nulla”. Tra le due posizioni opposte, quella filo-leghista di Giovanni Toti e l’idea di riunire i moderati, rilanciando un nuovo patto del Nazareno di Gianfranco Micciché, vince la prima. La seconda ha senso in ottica centrista, “in cui Berlusconi poteva essere un riferimento, ma non lo è stato in passato e non lo sarà adesso. Forse solo dopo aver superato Berlusconi”. È molto più realistica la posizione di Toti. L’antagonismo con la Lega serve a distinguersi, però l’alleanza politica che si è confermata in tutti i territori è quella del centro-destra”. Insomma “Toti ha più ragione di Micciché” ma nessuno dei due “erediterà nulla” divisi come sono, come tutta Forza Italia.