Te la do io la tv: come la par condicio riduce il monologo gialloverde nei Tg Rai



C’era una volta “il panino” come menu tipico dei TG RAI: una fetta di pane bella sostanziosa che conteneva il punto di vista della maggioranza o del governo, poi una sottile fetta di prosciutto, cioè l’opinione dell’opposizione –presentata come protesta più o meno puerile e sterile – e infine un’altra sostanziosa fetta di pane a chiudere il panino: tanto per essere imparziali, un esponente del governo se la prima fetta era appannaggio di un esponente della maggioranza, e viceversa un esponente della maggioranza se la prima fetta era una qualche dichiarazione di un ministro del governo.

Nell’era del governo Giallo Verde Ansia il panino non è più di moda: ora il panino è destrutturato oppure è sostituito da un piatto di bresaola con scaglie di grana: sul TG1 si inizia con la bresaola di un politico grillino a cui seguono le scaglie di grana del politico leghista, mentre per essere equi sul TG2 si fa l’opposto: bresaola leghista seguita da scaglie di grana (non padano) grillino. E l’opposizione? L’opposizione arriva dopo, come una manciata di rucola targata Forza Italia e un filo d’olio targato PD.

E di che cosa si parla sui TG RAI in questa fredda primavera del 2019?

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E qual è il quadro complessivo del tempo dedicato dai TG Rai alle varie forze politiche?

Ancora una volta ci basiamo sui dati di Agcom sul pluralismo in televisione, questa volta per il periodo che va dal primo al 24 marzo. Perché un periodo più corto del mese? Perché due mesi prima delle elezioni –in questo caso le europee- entra in vigore il regime della par condicio, per cui le differenze di tempo dedicato ai diversi partiti si restringono: un bel caso dove la legge ottiene un risultato chiaro, cioè meno favoritismi!

Rispetto al mese precedente, in febbraio il TG1 è abbastanza stabile sul resto, ma dedica quasi il 2% in meno del tempo alla Lega e il quasi il 4% del meno del tempo ai ministri (Salvini?), cosicché il tempo totale dedicato a governo e maggioranza che lo sostiene scende dal 60,1% al 58,29%.

E che dire del TG2? C’è un 1,5% di tempo in meno dedicato ai politici grillini rispetto al mese precedente (dall’11,25 al 9,70%: pan per focaccia?), un incremento del 3% a favore del PD (dal 11,51% al 14,45%) e del 2,5% a favore del Presidente del Consiglio Conte e quasi il 5% in meno per ministri e sottosegretari (dal 26,36% al 21,62%). Questi rimescolamenti portano a un leggero calo della copertura del governo e dei partiti che lo sostengono, dal 57,28% al 55,9%.

All’avvicinarsi della par condicio si assiste a movimenti interessanti sul TG3: la percentuale di tempo d’antenna dedicata ai grillini scende di più di 6 punti (dal 16,75% al 10,37%), mentre la percentuale dedicata al PD sale in contemporanea di quasi sei punti (dall’11,51% al 17,13%): ne deriva un calo del tempo di antenna dedicato a governo e maggioranza dal 56,47% al 50,73%, cioè quasi sei punti percentuali.

Quali gli effetti della Par condicio? Partiamo dal TG1. Nella settimana che va dal 29 aprile al 5 maggio (ultima settimana con dati AGCom disponibili) il tempo di antenna dedicato a governo e partiti che lo sostengono scende dal 58,29 di marzo al 52,71, cioè il 5,5% in meno. Ancor più marcato il calo per il TG2: il tempo dedicato al governo e ai partiti che lo sostengono cala al 45,6%, cioè più di 10 punti in meno, rispetto al mese di marzo.

Nel periodo di Par condicio, il TG3 incrementa di fatto il tempo di antenna dedicato a governo e maggioranza dal 50,73% al 54,59%.

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