Urbinati: “Nessun tonfo per il M5S, governo andrà avanti. Il Pd? In risalita, lo voterà anche chi è più a sinistra”



“Negli ultimi due mesi, soprattutto dopo il congresso delle famiglie a Verona, il M5S ha capito che se vuole posizionarsi contro Salvini e rosicchiare voti alla destra non può scimmiottarlo e ha cercato di presentarsi come forza di moderazione. Ha capito pure che il centro sinistra è molto debole, così si è spostato a sinistra e ha acquistato consensi.  Non arriverà al 32%, certo, ma la sua non sarà una caduta fragorosa alle prossime elezioni europee”. Nadia Urbinati, politologa e docente di Teoria Politica della Columbia University di New York, fa un’analisi degli ultimi mesi di campagna elettorale, tutta schiacciata, “su temi nazionali, tanto nel centro destra quanto nel centro sinistra”, sottolinea ai microfoni di Servizio Pubblico.”Nessuna forza politica ci ha detto cosa vuole per l’Europa. Non basta neppure scrivere ‘Siamo Europei’ nel simbolo come hanno fatto Calenda e Zingaretti per essere europeisti”.

Un dato di fatto che, secondo Urbinati, avrà riflessi anche sul voto, “che sarà mosso da motivazioni nazionali. È probabile dunque che compagini come Forza Italia di Berlusconi, in caduta, e Fratelli D’Italia della Meloni, ottengano un riconoscimento ma semplicemente perché ricondotti nel discorso nazionale pro o contro il governo con i Cinque Stelle, di certo non per il loro pensiero sull’Europa che è inesistente”.

E delinea possibili scenari alla chiusura delle urne. “Il 30% è una soglia simbolica che la Lega, che parte dal 17%, non riuscirà a sfondare, il Partito Democratico può arrivare fino al 21% grazie all’apporto di sangue proveniente dalle liste alla sua sinistra che è riuscito ad attrarre per questa competizione elettorale. In ogni caso non ci sarà un ritorno imminente alle urne in Italia perché Salvini, se non sfonderà, dovrà presentarsi più moderato rispetto a quanto fatto in campagna elettorale, mentre i Cinque Stelle non hanno alcuna convenienza a rompere. Dovrebbero prima riuscire a preparare un’alternativa di governo con un alleate, cosa che al momento non è nelle corde del Pd”.

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