Tommaso Buscetta: il film e la puntata di M su Don Masino



Il 23 maggio scorso è uscito Il traditore, film che racconta la storia di Tommaso Buscetta, ovvero Don Masino, prima mafioso e poi collaboratore di giustizia oltre che esponente di primo piano di Cosa Nostra. Il film, con la regia di Marco Bellocchio e Pierfrancesco Favino nel ruolo del pentito, ha superato già i due milioni di euro di incassi ed è candidato ad undici Nastri d’Argento. Si tratta di un capolavoro il cui successo ha stupito lo stesso Bellocchio, che al Corriere della Sera ha dichiarato che non se lo aspettava: «Sinceramente no. Mi auguro che continui. Anche se so, come diceva proprio Falcone a proposito della mafia, che le cose hanno un inizio e una fine. Penso sia il frutto del lavoro di scrittura degli sceneggiatori e del mio. Abbiamo rielaborato una storia complessa che ha colpito e sconvolto molti italiani: la mafia, la strage di Capaci, Buscetta, Riina, il maxiprocesso di Palermo… Forse tutto questo è alla base del successo».

Nella terza puntata di M dedicata al caso Moro il protagonista è proprio Tommaso Buscetta, interpretato da Claudio Castrogiovanni: il “Boss dei due mondi” è il primo a disegnare un intreccio che collega il caso Moro con la morte di Pecorelli e Cosa Nostra. Al centro del mistero ci sono gli scritti dalla prigionia di Moro, che compongono il cosiddetto Memoriale: quelle carte sono incomplete, come sosteneva Pecorelli? Quale verità indicibile contenevano? Nella loro gestione Andreotti – uscito assolto dalle accuse rivolte nei suoi confronti da Buscetta – si è mosso nell’interesse dello Stato o per salvaguardare il suo prestigio?

 

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