L’intervento di Roberto Saviano a M. su Daphne Caruana Galizia



Nei giorni scorsi in migliaia sono scesi in piazza a La Valletta per chiedere le dimissioni di Joseph Muscat dopo le notizie sull’omicidio di Daphne Caruana Galizia e sul possibile coinvolgimento del premier. La famiglia della giornalista ha depositato un esposto in Tribunale in cui chiede che si indaghi sul premier, sulle sue azioni e che le relative prove siano conservate nell’ambito dell’indagine in corso. Nella denuncia, il marito di Daphne Caruana Galizia, Peter, e i loro tre figli, hanno invitato Muscat a desistere da qualsiasi ulteriore coinvolgimento nelle indagini sull’assassinio, senza dimenticare che fu proprio Muscat a consentire all’ex capo di gabinetto Keith Schembri di partecipare alle riunioni con l’intelligence nell’ambito delle indagini sull’omicidio della giornalista.

Nel gennaio 2018 Roberto Saviano ha dedicato la sua “striscia” nel programma “M”, di Michele Santoro proprio alla giornalista e alla sua lotta alla corruzione a Malta: “Era una donna che con le sue parole incideva nella carne del reale. I suoi articoli erano diventati pericolosissimi perché raccontavano come Malta stava diventando un centro di corruzione. Daphne aveva capito che i paradisi fiscali sono il luogo in cui il capitalismo legale e quello criminale si uniscono”. Nell’intervento Saviano ha raccontato anche alcune delle storie più controverse di Daphne Caruana Galizia, tra cui quella in cui ha sostenuto che il Ministro dell’Economia Chris Cardona era stato visto in un bordello tedesco mentre era in missione all’estero, e l’accusa, rivolta alla moglie del Primo Ministro Muscat, Michelle, di essere la beneficiaria finale di una società di comodo con sede a Panama, la Egrant.

“L’unico modo per ricostruire i flussi era scavare. Daphne aveva studiato archeologia all’università, e infatti non si arrendeva e continuava a scavare. Come fece quando scoprì l’esistenza di una società offshore riconducibile a Muscat su cui era arrivato un bonifico di un milione di dollari proveniente dal dittatore dell’Azerbaijan. I suoi articoli erano così potenti che il premier maltese fu costretto a indire elezioni anticipati, che puntualmente poi rivinse. Daphne fu accusata di diffamare Malta, di danneggiarne il turismo, di non difendere la bellezza dell’isola. Ha subito minacce, le hanno sgozzato i cani, hanno cercato di fermarla intentandole 47 cause penali e bloccandole i conti. Questo però non l’ha fermata. Il 16 ottobre scrive un articolo sul suo blog che chiude così: ‘Ci sono corrotti ovunque si guardi, la situazione è disperata’. Poco dopo esce per andare in banca ad avere notizie sui suoi conti. Accende la macchina, si avvia e dopo qualche metro l’auto esplode per una carica di tritolo”.