CORONADELIRIUS “Una pastiera ci salverà”



Non  è strano che non ci sia un cantante, attore, scrittore, intellettuale, conduttore televisivo che in Italia dica la sua fuori dal coro “Io sto a casa”? Una volta si chiamava consenso bulgaro. Ma dev’essere diventato qualcosa di molto democratico oggi che Eugenio Scalfari si è innamorato di Conte, che gli ricorda spiaccicato George Marshall. Il Segretario di Stato americano che, alla fine della seconda guerra mondiale, per risollevare l’Europa, varò un piano di aiuti economici. Dunque dal Piano Marshall al Piano Conte, che si differenzia dall’altro per un unico piccolo dettaglio: gli americani usarono i soldi loro, Conte vorrebbe usare quelli di tutti i paesi europei. Naturalmente Conte, Scalfari, Prodi e chiunque altro, hanno ragione a dire che qui o si fa l’Europa o si muore. Ma se scorrete Repubblica, un paio di volte e con grande attenzione, finirete per trovare un’intervista all’imprenditore Pasini che governa un gruppo di 1800 dipendenti per il 60 per cento in Italia e per il 40 percento in Germania. I lavoratori italiani tutti in cassa integrazione, quelli tedeschi tutti al lavoro. Ora, siccome il voto che conta è quello nazionale e non quello europeo, i politici tedeschi dovranno spiegare che il Piano Conte aiuta “l’intera Europa e non solo l’Italia” proprio a quelli che lavoravano mentre i nostri stavano tappati in casa per fermare il virus. Auguri. Per la sanità noi abbiamo deciso di fare quello che gli altri non fanno, dunque siamo sovranisti (sovranismo sanitario). Ma se si parla di soldi  diventiamo europeisti. Dimenticando che gli altri Paesi hanno i loro populisti in agguato e non hanno la fortuna di avere un Salvini che, con questi chiari di luna, propone di affiancare gli scienziati recitando il rosario. Uno così, tra parentesi, non so la Madonna, ma Gesù Cristo sicuro lo caccerebbe a calci dalle chiese. Come fece con i sacerdoti del tempio che mettevano il riposo del sabato prima delle necessità di sfamarsi. Vincenzo De Luca, che si candida a governare l’universo per battere la pandemia, più laicamente, si veste da Antonella Clerici e distribuisce ricette per fare la pastiera. “Ognuno a casa sua, mi raccomando”. In seguito insegnerà  ai pasticcieri campani  la formula chimica per creare l’oro a domicilio, onde pagare il fitto e comprarsi da mangiare. Abbiamo duramente criticato quelli che costruivano il loro consenso sulla paura. Ieri i telegiornali restituivano l’immagine di una Italia presidiata militarmente. La paura ha fatto diventare forte un governo debole. Per cavalcare la paura Trump si è trasformato da alfiere della immunità di gregge (che correva il rischio di perdere le elezioni) in “Comandante in capo” nella guerra contro il virus. Quando il terrorismo attaccò “il nostro stile di vita”, l’Occidente bombardò interi paesi, ammazzando milioni di civili e mandando a morire a migliaia i suoi soldati. Ora che il coronavirus sta distruggendo non solo il nostro stile di vita ma ci sta togliendo la qualità fondamentale che abbiamo da uomini liberi, l’essere padroni delle nostre decisioni, la paura e la gara dei politici a cavalcarla non ci propongono altro che restare fermi e aspettare. Ci prepariamo a rinunciare a viaggiare, andare al mare, a incontrarci, a discutere insieme nuovi progetti, ad amare. E chiamiamo combattere la paura di morire. Asparagi, fragole, radicchio, rischiano di andare al macero perché “gli stranieri sono tornati a casa loro”. Gli imprenditori dei macelli si lamentano “Non ci sono italiani per uccidere i polli”. Dov’erano quando Salvini sparava le sue cazzate? Il momento è buono per dimostrare all’Europa quanto valiamo. Mandiamo i nostri giovani per una volta a raccogliere gli ortaggi. Altrimenti lasciamoli a casa a fare la pastiera. E buona Pasqua a tutti.

Michele Santoro, 5 aprile 2020