CORONADELIRIUS “Il virus è un complotto?”, di Michele Santoro



E siccome scienziati e giornalisti non bastavano, sono scesi in campo i Sapienti per dirci come stanno veramente le cose. Da una parte ci sono i complottisti che vedono il coronavirus come un piano dei cinesi o degli americani o di sette sataniche o dei marziani per conquistare il mondo; dall’altra i virologi, i medici, i giornalisti e i filosofi (con l’eccezione di Diego Fusaro) che appoggiano le decisioni del governo “senza se e senza ma”. Insomma o credi che Conte abbia inventato il coronavirus per concentrare il potere politico nelle sue mani o devi stare chiuso in casa e pure zitto. Per citare il Grillo d’antiquariato, ANDATE AFFANCULO! Al 5 di aprile, per ogni 100 mila abitanti, la Spagna ha contato 20,6 morti , l’Italia 20, la Francia 12, l’Inghilterra 7,4, la Germania 1,6. Ma, guarda caso, questo confronto non appassiona i giornali e le televisioni. Il problema non è il disastro sanitario e della Protezione Civile ormai accertato, ma perché non abbiamo rinchiuso tutti in casa una settimana prima. Ogni tanto riceviamo in una bottiglia qualche messaggio diverso: Lerner racconta come al Trivulzio abbiano nascosto la morte di tanti anziani contagiati; il Fatto che la Regione Lombardia ha mandato pazienti ancora infetti nelle Case di Riposo (“ma – precisano – in padiglioni separati”), Fiorenza Sarzanini descrive puntualmente la catastrofe dell’ospedale di Arzano che non solo non è stato chiuso per bonifica ma ha continuato a funzionare da paziente uno a numero infinito; infine una giornalista de “L’Eco di Bergamo” fa una vera domanda al Presidente del Consiglio e lo costringe ad assumersi tutte le responsabilità. Quando la guerra sarà finita, valle a dimostrare in un tribunale. Non sarà facile, ancora oggi, non si è provveduto a mettere in rete i dati (dai medici di base, agli ospedali del Covid19) per capire il percorso che ha fatto e farà il virus. I laboratori per i test rapidi quando saranno pronti per aiutarci a tornare in sicurezza all’attività? “Verrà la primavera”. L’anno prossimo, si spera. Come il vaccino. La rinviamo a quella data la fine della carcerazione per tutti? Complotto o non complotto, non è sopportabile. Ogni proroga dal 13 in poi deve essere accompagnata da una spiegazione precisa e dall’indicazione non generica degli obbiettivi che si intendono raggiungere. A quale picco potremo fare che? Medici, scienziati, il coro dei cantanti e la Rai hanno il dovere di capire che a questa domanda non si può continuare a rispondere: “Chissà!” Anche la mia età è quella di una persona a rischio. Tuttavia tanti mi scrivono “perché non fai una nuova Samarcanda?”. C’è stato un tempo che per avere una trasmissione come quella reti pubbliche e private facevano a botte. Oggi stanno tutti bene. Sta bene il Servizio Pubblico che ha tolto Giannini dalla conduzione dell’approfondimento che, a parte le critiche, vinceva tutte le serate. Adesso le perdono e “stanno tutti bene”. Col virus stanno bene “La Sette” e gli informativi di Mediaset ma piange la pubblicità. Difficile che facciano qualcosa in più. Chi vuole una voce diversa deve provare a farsela da solo. Ma voi siete ancora quelli che mi diedero due euro e 50 per “Rai per Una Notte”? Siete ancora i centomila dei dieci euro di Servizio Pubblico? Grazie a voi Beppe Grillo è andato al potere. E Daniele Luttazzi non è in onda, come ai tempi di Berlusconi. I direttori delle reti e dei Tg non sono mai stati così mediocri ma non sento proteste. Vi bastano Angela, Sanremo e Don Matteo? Al governo è inutile chiederlo. Non ha tempo. “Sta facendo la storia”. Se fosse vero, vorrebbe dire che la preghiera di Salvini e Barbara D’Urso è arrivata a destinazione. Il virus non è un complotto. E’ un miracolo.
 
Michele Santoro, 7 aprile 2020